Auguri di una santa Pasqua 2020

3 Apr 2020
Destinatari
Infanzia, Primaria, Sec. 1° grado, e Sec. 2° grado
Tipo
Comunicazione dal Servizio IRC
Oggetto
Auguri pasquali
Carissimo/a, Noi dobbiamo passare dall'isolamento alla solitudine. L'isolamento capite bene cos'è? Oggi ognuno vive per conto suo, se ne infischia degli altri. E' un disvalore l'isolamento. La solitudine invece no! Solitudine significa capacità di pensare, desiderio di riflettere, di meditare, mettersi davanti a Dio, caricarsi, impregnarsi della sua luce... lasciare spazio alla preghiera, alla meditazione. Oggi non sappiamo più pensare, non c'è tempo per pensare. don Tonino Bello Sembra che questi pensieri siano stati scritti per questi giorni, per noi che invece rischiamo l'isolamento, per noi che possiamo fermarci al buio del nostro mezzogiorno ed invece dobbiamo sforzarci di vedere la luce della aurora che sta per sorgere. Mi riecheggiano nella mente le parole di don Tonino soprattutto nell'avvicinarsi della settimana autentica che ci conduce a questa unica e singolare Pasqua 2020. Quest'anno, al posto dei consuetudinari saluti prefestivi, desidero condividere due testimonianze come augurio di risurrezione. La prima è la lettera di una studentessa di 3H dell’Itas Giulio Natta che, facendomi giungere il suo testo, mi ha permesso di accedere al suo mondo interiore e nel come sta affrontando questa situazione: ANDRA' TUTTO BENE Voglio immaginare di scrivere una lettera a questo virus che è arrivato senza preavviso e che noi italiani non abbiamo accolto nel modo migliore. Voglio scrivere una lettera perché penso sia il modo più bello e più sincero per esprimere concetti, sentimenti e pensieri; in questo caso si immagina di scrivere a una persona estranea, mai conosciuta per davvero ma in realtà stiamo solo parlando a noi stessi. Caro Covid-19, speravo che quest’anno arrivasse qualcuno capace di stravolgere la mia vita, ma non me lo immaginavo proprio in questo modo... Sei riuscito a cambiare la vita di un intero pianeta da un giorno all’altro: le strade vuote, le code interminabili davanti ai supermercati, le mascherine sui volti della gente... È questa la realtà che ci troviamo a vivere in questo mese di marzo, e bisogna ammettere che è una realtà piuttosto strana. Io, per esempio, non mi sono mai ritrovata chiusa in un appartamento per così tanto tempo. Posso dire che si può definire un’esperienza, sì, mi stai facendo vivere qualcosa di nuovo che non è del tutto negativo. Certo, è difficile rimanere chiusa in casa ma sto scoprendo passioni, capacità e anche me stessa. Grazie a te ho ricominciato a cucinare e sto imparando molte nuove ricette. Grazie a questo hobby ho capito che da vecchia voglio essere la nonna che la domenica cucina le lasagne più buone del mondo, mi immagino già. Grazie a te ho scoperto che le lezioni online e tutto quello che gira attorno a loro non è poi così male. Diciamo che svegliarsi 15 minuti prima dell’inizio delle lezioni è un beneficio per il mio riposo. Grazie a te ho capito che riesco a essere costante anche nello sport a casa, senza qualcuno che mi controlli o mi sproni a fare le cose. Ho sempre fatto sport e mi piace molto ma sto imparando anche ad allenarmi da sola e a essere la coach di me stessa. Grazie a te sto finalmente sviluppando una mia personale skin-care-routine, sto ascoltando molta nuova musica e ho ricominciato ad ascoltare la radio, sto riguardando film e serie tv che avevo piano piano dimenticato, ho preso in mano molti libri di cui conoscevo, o meno, le storie. Grazie a te ho riscoperto la noia, prima di queste circostanze non avevo proprio il tempo per annoiarmi. Però non tutto è positivo in questa situazione. Questo momento può far impazzire, può far apparire la paura, può rafforzare o distruggere rapporti, può far sentire soli, può far crescere la mancanza e la nostalgia di qualcuno o qualcosa. Personalmente, la cosa che più mi sconvolge è il fatto che, in futuro, si parlerà di te e di questa quarantena come ad oggi si parla della rivoluzione francese o dei conflitti mondiali: i nostri nonni ci raccontano come hanno vissuto la guerra e noi invece racconteremo come abbiamo vissuto questo periodo caratterizzato proprio dalla tua presenza. Ci sarà un capitolo dedicato a te nei libri di storia. Te ne rendi conto? Siamo nella storia allo stesso modo di Giulio Cesare. Questa è la cosa che mi sconvolge maggiormente. Ma andrà davvero tutto bene? Fino ad ora non tutto è andato per il meglio ma sembra che le cose si stiano ristabilizzando. Ho letto che una vecchietta di 95 anni, ricoverata a Modena, è riuscita a guarire, è riuscita a sconfiggerti. La chiamano Nonna Speranza ed è un simbolo per la città di Modena e per tutta l’Italia. Magari riusciremo tutti a risorgere dalle nostre ceneri, proprio come ha fatto lei, e tutti riusciremo a superare questo momento al più presto. Non per volerti male, insomma hai anche diminuito l’inquinamento, ma spero che questa situazione finisca il prima possibile. Aspetto il giorno in cui tutto questo sarà solamente un ricordo, in cui tu sarai solamente un ricordo. Con (non molto) affetto. La seconda testimonianza è di un collega IdrC e sacerdote, don Giuseppe, che è ritornato in ospedale come infermiere e si racconta così: Dunque, inizio col dirvi che il mio rientro è stato meno traumatico del previsto… ho tante cose da imparare ma mi trovo a saperne fare tante altre… giorno dopo giorno sto acquisendo sempre più più autonomia e di questo anche i colleghi sono contenti. Il reparto dove sono ha tutti pazienti Covid, tutti con supporto respiratorio che va dai semplici occhialini fino alla CPAP con casco, quindi di fatto è un reparto sub intensivo. L'assurdo è che il sistema di tubi dell'ossigeno dell'ospedale non ha la capienza sufficiente per i bisogni che ci sono… il mio reparto è al limite di possibilità. I pazienti sono tutti abbastanza standardizzati e le cose che bisogna fargli sono più o meno sempre quelle.  La situazione è pesante anche perché il virus è davvero strano… gli anziani soffrono in un modo angosciante… io credo che se tutti avessero la possibilità di vedere come soffrono gli anziani per questa malattia, chi ha anziani in famiglia li MUREREBBE in casa pur di non farli uscire… Ieri ho fatto un corso sulla gestione delle CPAP; il corso era tenuto da un rianimatore che ci ha detto chiaramente che in "tempi normali" i nostri pazienti sarebbero tutti in rianimazione, ma oggi non si può… e si cerca di curarli in reparti normali… i dispositivi di protezione non ci mancano, grazie a Dio!.... Il mio essere prete in questo momento è come se acquistasse un valore aggiunto; ogni giorno nella messa prego per i miei malati e i miei colleghi… celebro il suffragio per quelli che non ce l'hanno fatta … è proprio vero quando dice il papa che i malati sono la carne di Cristo sofferente… i miei malati più gravi sono davvero come dei Cristi in Croce. L'altra notte mi hanno chiamato da un altro reparto Covid a dare la benedizione a un uomo che è morto… si sta diffondendo la voce che sono un prete e iniziano a chiedermi anche questo, anche perché in quei reparti i cappellani non entrano. La vita è proprio strana... anche solo fino a un mese fa mai avrei pensato di tornare a fare l'infermiere… comunque è proprio un bel lavoro!!! A suo tempo avevo scelto bene!!! Testimonianze che riaccendono la speranza che questo tempo evolverà, verrà trasfigurato. Se saremo capaci di attraversarlo in profondità e senza fughe, così come il passaggio del Mar Rosso fu la pasqua per il popolo ebraico, anche noi sperimenteremo la gioia della salvezza, la vita nuova che la Pasqua di Gesù dona! Ve lo auguro di cuore, con il saluto di fra Paolo e di tutte le persone del Servizio IRC, dGB

"Compiti delle vacanze 1": Preghiamo insieme

3 Apr 2020
Destinatari
Infanzia, Primaria, Sec. 1° grado, e Sec. 2° grado
Tipo
Comunicazione dal Servizio IRC
Oggetto
Preghiere per giungere insieme a Pasqua
Carissimi, non può mancare il raccoglierci attorno al nostro Maestro nello stile che ci rende sua comunità, unica famiglia di "maestri" che vivono la consapevolezza di essere innanzitutto "discepoli". Vi chiedo di pregare per questi nostri amici che sono nell'abbraccio del padre: l'idr Vincenzo Bruno; don Erminio Scorta; don Paolo Merlo; don Cesare Terraneo; don Pino Marelli; don Luigi Brigatti; don Agostino Sosio. Vi chiedo di pregare per questi nostri amici che sono ricoverati: Barbara; Marco. Vi chiedo di pregare per questi figli che sono nati nella nostra grande famiglia di insegnati: Tommaso e Tobia, di cui allego la foto con la sua famiglia. Accogliamo il segno della nuova vita che nasce come segno della resurrezione: la vita ha l'ultima parola, sempre!   I momenti di preghiera comune proposti dalla Diocesi ruotano attorno a tre punti fondamentali: Celebrazioni in diretta presiedute dall'Arcivescovo Mario in Duomo: Trovate in allegato il manifesto riportante date, orari e modalità per seguire le celebrazioni che l'Arcivescovo Mario presiederà in diretta dal Duomo. A questo riguardo segnalo che per favorire una migliore ricezione del segnale le celebrazioni verranno trasmesse anche su Telenova (canale 14 digitale terrestre). Per seguire le celebrazioni verranno pubblicati nei prossimi giorni sul portale i testi liturgici liberamente scaricabili. Preghiera in famiglia: Per la preghiera domestica l'ufficio liturgico ha predisposto degli specifici sussidi che sono pubblicati sul portale a questo link.https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/il-sussidio-per-la-settimana-autentica-in-famiglia-315088.html Per l'esame di coscienza: Vista l'impossibilità di celebrare il sacramento della Riconciliazione in questo periodo, verrà pubblicato nei prossimi giorni sul portale un testo per l'esame di coscienza personale ed alcune indicazioni su come viverlo in questo momento singolare. Auguro a ciascuno di trovare il luogo della casa e il tempo propizio per vivere al meglio la preghiera.

"Compiti delle vacanze 2": Telegram

3 Apr 2020
Destinatari
Infanzia, Primaria, Sec. 1° grado, e Sec. 2° grado
Tipo
Comunicazione dal Servizio IRC
Oggetto
Installazione di Telegram per l'estensione delle funzionalità del Portale IRCMI
Cari docenti, ho la percezione viva che in questo tempo di emergenza state svolgendo la vostra missione educativa cercando di stare vicino ai vostri studenti con un grande spirito di adattamento alle novità che la didattica on line impone. Con lo scopo di sostenervi ho deciso di anticipare i tempi della messa a regime della nuova piattaforma IRCMI fornendovi così l’opportunità di connettervi agevolmente tra di voi e col servizio IRC. Vivere comunitariamente ci rinforza, non ci fa sentire smarriti o disarmati, e ci permette un confronto metodologico ed educativo, ora più che mai indispensabile, per la cura degli studenti. Penso che nessuno sia stato preparato ad affrontare questa emergenza e nessuno possa dire di sentirsi completamente a suo agio, soprattutto se solo. Per far fruttificare il vostro talento e lasciarsi stimolare dalle intuizioni e dall’esperienza  di altri colleghi IdRC, la nostra nuova piattaforma IRCMI utilizza uno strumento social all'avanguardia con cui è connessa: Telegram. Si tratta di una applicazione opensource, gratuita, che usa la crittografia più sicura e che non comporta alcuna profilazione dell'utente. E' disponibile per qualsiasi strumento digitale voi utilizziate, cellulare, tablet, pc o sistema operativo... Sarete immediatamente in grado di dialogare e scambiare qualsiasi cosa con i vostri colleghi, tutelati dal portale stesso. Vi sollecito pertanto ad installare l'app Telegram sul vostro cellulare durante questo tempo delle "vacanze pasquali": andate nello store del vostro smartphone, cercate l'app Telegram e premete il tasto installa. Occorrono solo 3 minuti di tempo e su YouTube trovate innumerevoli esempi semplicemente digitanto "installare telegram". Potete partire da questo video in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=F3C6NiTjzQg Dopo aver installato Telegram occorre collegarlo con il portale IRCMI per trovare subito i colleghi ma non dovete fare nulla. Dopo Pasqua, sarete contattati dai vostri referenti ed avendo voi già Telegram a disposizione, sarà una bazzecola connetterlo con IRCMI, aiutati da loro. Non abbiate però la fretta che vi contattino: tutti subito è impossibile! Sappiate che accadrà questo e se "avrete fatto i compiti" ci sarà solo da godere di tutti i vantaggi. dGB

Un contributo dagli ARTISTI

3 Apr 2020
Destinatari
Infanzia, Primaria, Sec. 1° grado, e Sec. 2° grado
Tipo
Materiali Didattici
Oggetto
Comunicazione dal Servizio IRC
Carissimi, coloro che in questi anni ci hanno accompagnato nel cammino di formazione in servizio, hanno ancora una volta pensato a noi e si sono fatti vicini pur restando a casa! Così ci scrivono i:     Tutto chiuso, tutti a casa. Gli artisti?  I Trapezisti Danzerini: PRESENTI! Restiamo a casa, ma rispondiamo a questa emergenza con quello che sappiamo fare meglio: raccontare storie, cantare canzoni, giocare con le mani, cerchiamo di scorgere il bello sempre e continuiamo a sognare, a creare pensando a bambini, ragazzi, docenti, famiglie. Dal 2 marzo abbiamo aperto: l’Ambulatorio Teatrale, un'appuntamento quotidiano  conMedica Lamaga, un po’ dottoressa, un po’ maga un po’ fattucchiera, lei dirige l'Ambulatorio Teatrale proponendo i suoi rimedi per combattere la noia, per far nascere un sorriso e per abbracciare “virtualmente” (rispettando le regole di distanza) tutti i bambini che forzatamente sono a casa da scuola. Tante scuole propongono le nostre storie, tante maestre e maestri ci chiedono dei video “speciali” per i loro bambini e noi, naturalmente, siamo felicissimi di prepararli! L’Ambulatorio Teatrale è su Instagram, Facebook e sul nostro canale YouTube.  Poi: ci è sembrato bello scrivere a bambini, ragazzi, docenti e dirigenti che non abbiamo potuto salutare e così, per poter comunicare a tutti (proprio a tutti!) abbiamo preparato tre lettere che contengono i nostri pensieri, il nostro grazie, le nostre speranze. Le lettere sono sul nostro sito (www.trapezistidanzerini.it), completamente rinnovato, sì perché intanto che si è a casa si ha questo vantaggio: c'è il tempo per fare nuove tutte le cose! E infine: stiamo preparando un nuovo spettacolo per gli incontri plenari dei docenti IRC-Infanzia! Non smettiamo di pensare che il teatro sia “quel luogo altro” dove si può crescere, emozionarsi, scoprire, imparare, giocare. Per tutte le novità (e ne abbiamo in serbo altre) vi invitiamo a seguirci!    I nostri carissimi amici del Museo Diocesano ci offrono MINI VISITE ON-LINE alla scoperta della mostra Gauguin Matisse Chagall. la Passione nell'arte francese dai Musei Vaticani, in compagnia della Direttrice del museo Nadia Righi. Il Centro Asteria ha pensato proposte come "DIDATTICA A DISTANZA: CONFERENZE (GRATUITE) IN LIVE STREAMING" ma non solo, vi invito a scoprirle tutte visitando il loro sito. L'associazione Ad Artem continua a pubblicare i video-racconti delle sue guide alla scoperta dei meravigliosi capolavori di Milano. Ecco il link alla loro proposta: https://mailchi.mp/adartem.it/newsletter-settimanale-ad-artem-26-febbraio-535438?e=2b20e2ce9a  

"Studiamo" gli effetti del Covid-19

3 Apr 2020
Destinatari
Infanzia, Primaria, Sec. 1° grado, e Sec. 2° grado
Tipo
Comunicazione dal Servizio IRC
Oggetto
L'università ci chiede un aiuto
Carissimi, la situazione attuale risulta essere un novum per tutti e coinvolge molti aspetti della vita di ciascuno. Per questo motivo, occorre porre un'attenzione "scientifica" ai cambiamenti perché possano essere compresi al meglio, al fine di individuare preventivamente possibili derive ed al contempo scorgere le migliori prospettive future che, comunque, hanno generato. Il Cremit dell’Università Cattolica ha realizzato un questionario per comprendere come i fedeli stanno vivendo la loro partecipazione alla liturgia in questo tempo così particolare. Ci chiedono di poterlo compilare (10 min. max.) e di diffonderlo il più possibile. Ecco quanto scrivono: https://www.cremit.it/questionario-celebrare-la-liturgia-in-tempo-di-emergenza e questo è il link diretto al questionario: https://liturgiaonline.questionpro.com Anche il CNR ha predisposto un'indagine sui Mutamenti Sociali in Atto (MSA_COVID19); puoi partecipare a questo link: https://www.irpps.cnr.it/limesurvey/index.php?r=survey%2Findex&sid=489137&lang=it Vi chiedo, nella vostra libertà, di poter aderire per dare un serio contributo alla ricerca. dGB

Docenti che aiutano docenti

3 Apr 2020
Destinatari
Infanzia, Primaria, Sec. 1° grado, e Sec. 2° grado
Tipo
Comunicazione dal Servizio IRC
Oggetto
Materiali Didattici
Carissimi, con grande piacere posto qui la disponibilità e l'esempio di colleghi che si sono messi a disposizione, per chi tra voi avrà la necessità di contattarli, per un sostegno "tecnico" nell'uso della tecnologia per la DAD. Andrea Piscitelli ha prodotto questo "Video tutorial per docenti in tre minuti" e altri video che ha caricato sul suo canale YouTube. Claudio Consonni ci scrive così: Buongiorno e bentrovati tutti, come molti di voi sanno io non ho classi e sono a disposizione di tutte le scuole e di tutti i docenti a partire dalla chiamata della statale*. Ciò che sto facendo in questi giorni di chiusura delle scuole è il supporto e affiancamento ai docenti che vogliano fare didattica on-line in diretta live coi propri studenti in particolare nelle scuole non attrezzate con una piattaforma. Basta poco in questa fase emergenziale per "imparare" a fare la diretta sia dentro scuole appositamente attrezzate che in scuole che non hanno nulla e si "appoggiano" sulla buona volontà di docenti , famiglie e studenti.   Detto questo aggiungo una disponibilità pubblica personalmente data direttamente al MIUR di svolgimento da parte mia di lezione diretta on-line in compresenza con un qualsivoglia docente di classe sui contenuti di pagina 11 di questo file da qui www.istruzione.it/coronavirus/didattica-a-distanza.html alla pagina 11 qui www.indire.it/wp-content/uploads/2020/03/la-scuola-per-la-scuola.pdf Chiamatemi pure, assieme a nn colleghi di qualsivoglia materia attraverso il form(*) che si trova qui: http://www.formistruzione-lombardia.it/Lists/Richiesta%20intervento%20quipe%20PNSD/AllItems.aspx o con una e-mail a claudio.consonni@istruzione.it Con un grande abbraccio a distanza Ciao   (*) Nulla vieta che una o più paritaria possa usufruire del mio supporto se in rete con una statale che dovrà fare la chiamata nel form sopra riportato. Vi ricordate poi di Pasquale Troia? Scrive questo e un suo "dono" lo trovate in allegato: Gentilissime Colleghe, Egregi Colleghi ci siamo conosciuti in questi ultimi decenni in varie occasioni (corsi di aggiornamento con Bibbia Educational, sulla Bibbia e tematiche correlate come Bibbia e Musica, Bibbia e arte ..) Da qualche anno sono in pensione. Ma dopo tanti anni di professionalità un decreto di pensionamento non ti cancella la tua identità e passione professionale. Ed ogni volta che vedo o leggo di scuola mi sembra di essere ancora in classe! Comunque, in questo periodo di emergenza e di dolore avverto il disagio di molti colleghi per la didattica a distanza e per la didattica digitale. E mi sono interrogato su come avrei potuto praticare quella carità professionale che spesso abbiamo testimoniato insieme. A questo link http://www.pasqualetroia.it/ avrete modo di trovare documenti, immagini, contenuti, strumenti di immediata fruibilità per una didattica a distanza e soprattutto per ogni documento trovate correlate verifiche di conoscenza e di competenza che potrete gestire con i vostri studenti. Provate a dare uno sguardo... Un prossimo futuro di umanità potrà esserci soltanto se avremo giovani che abbiano studiato e siano appassionati artigiani dei saperi. Anche religiosi. Un caro saluto e coraggio ... Pasquale Troìa Salvatore Di Dio ci segnala questo interessante conferenza online: "Il metodo maieutico a distanza", pensato appositamente per la Primaria. Alberto Ravagnati ha spiegato ai suoi alunni il senso del pregare in modo "esemplare": Il settore formazione della San Paolo Ed. propone dei percorsi per l'IRC che trovate in allegato. Che dire, se non: GRAZIE!!! dGB

Continua la nostra preghiera per...

27 Mar 2020
Destinatari
Infanzia, Primaria, Sec. 1° grado, e Sec. 2° grado
Tipo
Comunicazione dal Servizio IRC
Oggetto
Newsletter
Carissimi IdRC, eccomi anche questa settimana con qualche notizia per voi. Continuiamo a pregare per... Rimane "vitale" il richiamo alla preghiera comune; per questo vi allego la notizia della messa con il nostro Arcivescovo Mario e anche una comunicazione del Vicario Generale con le indicazioni su come vivere questa Pasqua 2020... Sì, la santa Pasqua verrà, Gesù Risorge e ci salva come ha promesso. Ancora vi chiedo delle intenzioni particolari nella preghiera: per il papà di Elisabetta che il Covid-19 ha fatto salire al cielo anzitempo; abbiamo anche una buona notizia: è nata Vittoria, la bimba di Silvia, Benvenuta tra noi!!! Vorrei dedicare più spazio ad un altra persona che ci ha lasciato in questa settimana, tra l'altro in un modo molto repentino: Rita Scarpa. L'ho impressa nella memoria fotografica ma il suo nome l'ho sentito pronunciare da quando ho iniziato a frequentare il Servizio IRC sia per quanto ma soprattutto per come ha fatto per i colleghi, principalmente per le maestre della Primaria. Mi permetto di consegnare a tutta la nostra comunità alcuni loro pensieri per Rita: Ciao Rita: cosa dire, semplicemente ci mancherai tanto. Sei stata per noi un preciso punto di riferimento per la tua alta professionalità, per la tua dedizione al mondo della scuola, per il tuo esserci sempre quando c'era bisogno di essere riconosciuti nella nostra identità di insegnanti di religione. Tutto questo sempre fatto con garbo, col sorriso, con prudenza che non erano segno di debolezza, ma di sicurezza che solo così si poteva essere accolti. Altra tua grande qualità: sapevi sempre accogliere tutti, piccoli e grandi. Tutto il bello in te non era mai enfatizzato, ma vissuto con e per AMORE. Antonella Ho conosciuto Rita agli inizi degli anni 80, nei locali della Cisl di Milano, quando ho incominciato ad insegnare religione. Mi ha subito colpito il rigore e la determinazione con cui non esitava a difendere le sue idee. Abbiamo combattuto insieme tante battaglie per la dignità degli insegnanti ma anche e soprattutto per quella dell'Insegnamento della Religione Cattolica a scuola. Battaglie che non esiterei a definire storiche, come quella per il rifiuto di collocare l'IRC  alla prima e all'ultima ora di lezione nel caso in cui nella classe ci fosse anche un solo alunno che non si avvaleva dell'IRC. Per questo abbiamo sostenuto due mesi di sciopero, sostenuti dalla Curia allora nella persona di Monsignor Vismara, con  un presidio ininterrotto davanti al Provveditorato! Abbiamo scritto insieme libri di testo per la scuola che sono stati i "prototipi" a cui poi molti colleghi si sono ispirati. Rita è stata per me una guida nella professione ed un'amica per la vita, testimone alle mie nozze! Mi mancherà tantissimo e credo che, per quanto di bello e buono ha fatto nella vita per gli altri, mancherà a tante persone. A Rita un grande, grandissimo grazie per tutto quello che ha fatto e una raccomandazione: continua a guardarci da lassù con sguardo benevolo e benedicente. Loretta Rita per tanti anni ha portato avanti le battaglie delle maestre specialiste, grazie alle quali si è arrivati ad un pieno riconoscimento della professione delle IdRC delle scuole primarie. Rita ha collaborato con l'ufficio intensamente e proficuamente sia per le nomine che per la formazione; sono testimone del fatto che è stata per anni un punto di riferimento per tutti gli insegnanti della scuola primaria... Per tutto questo vissuto, è doveroso manifestare la nostra stima e riconoscenza a lei ed alla sua famiglia. Teresa La riconoscenza che emerge da queste testimonianze dimostra come l'amore rimane, per sempre! Grazie Rita a nome di tutto il Servizio IRC e di tutti gli IdRC, ti assicuriamo un ricordo nella preghiera certi della tua continua assistenza alla grande famiglia del mondo della scuola da dove sei ora. #iorestoacasa - Attenzioni didattiche Cari IdRC, vi chiedo attenzione e uso del buon senso nella gestione della didattica mediata dagli strumenti tecnologici che, in questo tempo di isolamento per combattere la pandemia, ci costringe a riformulare la nostra relazione con i colleghi e con gli alunni. Questa modalità "a distanza" richiede accortezze e tempistiche tali per cui non è possibile neppure pensare di "svolgere il programma" come se fossimo normalmente a scuola! D'altra parte, ogni scuola ha intrapreso una modalità tutta propria per "navigare", perciò occorre anche una duttilità grande per adeguarsi al ritmo che le possibilità concrete concedono. Tutto questo senza scordare che l'ambiente e la realtà domestica è sempre complessa: solo pochi hanno il lusso di avere un device ciascuno! A casa possono esserci più fratelli in età scolare e dobbiamo immaginare che anche i genitori utilizzino la modalità dello smart working per giungere a fine mese... Perciò, a costo di ripetermi, vi chiedo di non cadere negli estremi di cui vi parlavo la scorsa settimana. Le mie parole si basano su tanti racconti - sono grato a chi ha avuto la libertà interiore di comunicarli - che mi portate di volta in volta. Di uno in particolare vi riporto uno stralcio perché mi ha lasciato amareggiato: [...] Colgo l'occasione per segnalare quanto vissuto personalmente: in questi giorni uno dei miei figli si è visto attribuire "Insufficiente" in religione per un lavoro assegnato e non svolto. Mi chiedo, come genitore e come docente di religione: era proprio necessario?  Ho 4 figli "richiusi " come tutti da giorni in poco più di 80 mq., oberati di lavori on-line di tutte le discipline e spesso con modalità discutibili (assegnate 70 pagine di letteratura da studiare senza spiegazione ...) [...]. Vi prego, la relazione con i vostri alunni prima del programma! Utilizzate gli strumenti per farvi prossimi a coloro che hanno "sete" di una vostra parola, capace di condurre i loro cuori a sperare e di muovere l'intelletto, affinché scruti le possibilità di risposta alle grandi domande che la condizione di vita attuale pone alla vita stessa. #iorestoacasa - Ulteriori news Trovate, oltre a questi miei pensieri per voi, anche ulteriori notizie scorrendo la pagina delle NEWS sul nostro portale IRCMI. Nello specifico di questa settimana: Materiali didattici dal PIME sul tema della Mondialità IdRC Supplenti e Fondo San Giuseppe Riflessione - La dimensione umana dello studio Didattica a distanza, eLearning e tecnologie + Materiali Riflessione - Scuole chiuse #iorestoacasa. Un tempo per vivere meglio con i bambini Sto organizzando il Servizio IRC in modo da predisporre uno "Sportello IdRC" per chiunque di voi senta la necessità di un sostegno, supporto professionale e specifico per affrontare le svariate conseguenze che questa crisi sta portando alla luce. Conseguenze che non si manifestano solo in noi docenti, ma anche nelle case dei nostri alunni. Avere qualcuno di autorevole, con cui confrontarsi per procedere, è cosa saggia. A breve avrete notizia di questo "Sportello IdRC". Continuate perciò a visitare periodicamente questa pagina del portale perché qui metterò per voi utili strumenti per vivere insieme come comunità di insegnanti di religione cattolica della diocesi milanese.   Vi saluto e vi abbraccio calorosamente, nella preghiera comune, dGB

#iorestoacasa. Un tempo per vivere meglio con i bambini

26 Mar 2020
Destinatari
Infanzia
Tipo
Comunicazione dal Servizio IRC
Oggetto
Per una comune riflessione in tempo di Covid-19
La pedagogista Barbara Rossi interviene sulla “Difesa del Popolo” (Padova) #iorestoacasa. Un tempo per vivere meglio con i bambini   L’isolamento sociale a cui siamo costretti sta dettando un nuovo passo alle nostre famiglie. Barbara Rossi, docente di didattica generale e pedagogia all’Istituto di scienze religiose di Milano, racconta a “La Difesa del Popolo”, settimanale della diocesi di Padova, come non dobbiamo temere la noia e le giornate apparentemente vuote dei nostri bambini. Genitori e nonni hanno un’opportunità senza precedenti per cambiare la fisionomia del tempo dei loro piccoli per dedicarlo alla relazione con loro, al contatto fisico che si sta perdendo, allo stupore e alla narrazione che rinforza gli stati d’animo e la percezione di ciò che siamo.  

Scuole chiuse

26 Mar 2020
Destinatari
Infanzia, Primaria, Sec. 1° grado, e Sec. 2° grado
Tipo
Comunicazione dal Servizio IRC
Oggetto
Per una comune riflessione in tempo di Covid-19
CORRIERE DELLA SERA DEL 23-03-2020 di Alessandro D’Avenia SCUOLE CHIUSE   «Margie lo scrisse perfino nel suo diario. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157: Oggi Tommy ha trovato un vero libro!». Comincia così «Chissà come si divertivano», un racconto del 1955 del maestro della fantascienza, Isaac Asimov, in cui Margie e Tommy, 11 e13 anni, trovano in soffitta un libro. Quell'oggetto, in cui le parole «non si muovono», è un reperto archeologico, sostituito da più di un secolo dai «telelibri», testi che scorrono sullo schermo tv come i titoli di coda di un film. Ma la sorpresa è ancora più grande quando i due scoprono che il libro parla di qualcosa a loro ignoto: la scuola. Nel 2157 ci sono infatti solo i «Maestri Meccanici», robot individuali che, in camera, spiegano e verificano: «La cosa che Margie odiava soprattutto era la fessura dove doveva infilare i compiti. Le toccava scriverli in un codice perforato che le avevano fatto imparare a sei anni, e il maestro meccanico calcolava i voti a velocità spaventosa». E nel marzo 2020 la scuola esiste ancora? Si, ma a una condizione: se tutte «le» scuole sono chiuse, «la» scuola è rimasta aperta solo dove «scuola» è il nome che diamo alla relazione che sopravvive alla chiusura dell'edificio. Altrimenti aperta, una scuola, non lo è mai. «Questo è un tipo di scuola molto antico. Avevano un maestro, ma non un maestro regolare. Era un uomo» dice Tommy, e Maggie stupita risponde: «Un uomo? Come faceva un uomo a fare il maestro?». La scuola del passato era una comunità di ricerca guidata da maestri in carne e ossa: «Ci andavano i ragazzi del vicinato, ridevano e vociavano nel cortile, sedevano insieme in classe, tornavano a casa insieme. Imparavano le stesse cose, così potevano aiutarsi per i compiti e parlare di ciò che avevano da studiare. E i maestri erano persone». I maestri meccanici non ci sostituiranno mai perché la materia è la «materia» con cui si in- e co-struisce l'edificio relazionale: a scuola non ci si va, ma ci si è, a patto che essa sia fondata su relazioni generative. Se ciascuno dà all'altro ciò di cui l'altro ha bisogno, la relazione rigenera le persone coinvolte e genera i cosiddetti beni relazionali, frutti specifici di una relazione (in quella educativa: cultura, autonomia, vocazione). Questi frutti non si danno se la relazione è ridotta a prestazione (tu ripeti/fai ciò che ti dico), e diventa addirittura de-generativa (toglie vita). I ragazzi hanno bisogno di noi per scoprire sé e il mondo, e per inserirsi gradualmente nella storia umana: la loro anima non può farsi da sola. Allo stesso modo noi docenti abbiamo bisogno di loro per scoprire noi stessi e il mondo, perché anche la nostra anima (come quella di tutti gli esseri umani) è in continua crescita. Non siamo robot che erogano materie e voti, noi con- e in-segniamo, nello stesso spaziotempo (online o in classe), pezzi di mondo a cui ci siamo dedicati. Ed è proprio nell’atto di porgerli che scopriamo cose nuove del mondo e di noi: se dopo una lezione non ho imparato niente, sono certo di non aver insegnato niente. In una scuola relazionale e non prestazionale infatti non si riesce mai a fare la stessa lezione (altrimenti che mi sostituisca il maestro meccanico): insegno da 20 anni e non posso raccontare mai lo stesso Dante, perché cambio io, così come le anime da raggiungere. Ed è grazie a questa «materia viva» che non solo non mi annoio, ma mi viene donato ogni anno un nuovo Dante, interpellato in modo diverso in ogni classe. La testa di un ragazzo è come quella di un fiammifero: si accende e accende, solo se la sfreghi con ciò che ha capacità di innesco (verità e bellezza), per questo le grandi opere (letterarie, tecniche, scientifiche...) fanno «il programma». Noi riceviamo vita solo da chi la vita la sa mettere «a fuoco», chi è «passato» nel mondo e ce ne ha lasciato una mappa: poi sta a noi camminare e aprire nuove strade. E proprio Dante — il 25 marzo 2020 ricorre la prima celebrazione nazionale — che distilla la relazione con un maestro quando, incontrando nell'aldilà il suo, Brunetto Latini, gli dice che non dimentica «la cara e buona imagine paterna / di voi quando nel mondo ad ora ad ora / m’insegnavate come l'uom s'etterna», e Brunetto si rammarica di non aver potuto seguire sino in porto la promettente navigazione del suo allievo. La scuola è un faticoso «ora ad ora» che serve a dare senso e vita a tutte le altre ore. Uno studente non deve rifare da solo la storia umana, ma fare i passi indietro necessari per saltare, lui, un po' più avanti, proprio grazie alla rincorsa in un passato che passato non è, altrimenti l non lo si studierebbe. Ma questo, senza una scuola viva (relazionale e generativa) è impossibile: «Margie pensava ai bambini di quei tempi, a come dovevano amare la scuola: —Chissà come si divertivano!». Le scuole adesso sono chiuse: ma prima erano aperte?

Didattica a distanza, eLearning e tecnologie + Materiali di comunità

26 Mar 2020
Destinatari
Infanzia, Primaria, Sec. 1° grado, e Sec. 2° grado
Tipo
Materiali Didattici
Oggetto
Il CREMIT offre interessanti riflessioni e percorsi
Avvenire.it, 17 marzo 2020 di Pier Cesare Rivoltella   COVID-19, tra didattica a distanza, eLearning e tecnologie di comunità   Una riflessione, quanto mai attuale e necessaria alla luce delle sfide di queste settimane, sul valore aggiunto della tecnologia accompagnata da un’intenzionalità metodologica sempre più forte e condivisa.   Tecnologia più condivisione: così si può fare buon e-learning  L’emergenza costringe a ripensare le pratiche didattiche. E rivalutare il digitale. Il bisogno, l’emergenza, le situazioni estreme sono il momento in cui ci si accorge del valore delle cose. È vero per tante esperienze della vita: in questi giorni lo si sta sperimentando anche per la scuola, l’università, la possibilità della formazione. Lo capiscono i docenti, privati dei loro studenti; lo capiscono gli studenti, cui sono sottratte le relazioni con maestri e amici. Occorre partire da qui per provare a comprendere il significato di quello che da più parti, anche se impropriamente, viene definito home schooling. Si fa lezione, si impara, si studia a casa, ma non perché si sia scelta questa situazione come alternativa alla scuola (è quel che capita nell’educazione parentale, l’home schooling vero), bensì perché lo stato del contagio ci ha costretti a questo. Sarebbe più opportuno parlare di smart learning, o di smart teaching, dove lo smart allude alle possibilità che la tecnologia ci garantisce di surrogare l’impossibilità della presenza. Gli ambienti di videocomunicazione, le piattaforme eLearning, le applicazioni per l’apprendimento a distanza come un modo per non rimanere deprivati di tutto ciò che la scuola, dall’infanzia all’Università, rappresenta.   L’esperienza non è nuova nel nostro Paese, anche se forse ce ne siamo dimenticati. La formazione per corrispondenza nel secondo Dopoguerra aveva risposto al bisogno di manodopera specializzata. La Scuola Radioelettra di Torino rappresenta in questa prospettiva un momento importante della nostra storia. Come Telescuola, il protocollo di intesa tra la Rai e il ministero dell’Istruzione che aveva pensato alla televisione come strumento di massa per la lotta all’analfabetismo e l’innalzamento dei livelli culturali della popolazione: il volto del maestro Manzi e le trasmissioni di Non è mai troppo tardi ne sono una pagina indimenticabile. E poi la stagione della FAD, la formazione a distanza, la nascita dei primi centri universitari alla fine degli anni 90 – il CARID all’Università di Ferrara, il CEPaD all’Università Cattolica di Milano – l’esperienza del consorzio Nettuno fino al decreto Moratti/Stanca che sancisce la nascita delle università telematiche. Nel frattempo la scuola, con il Piano Nazionale per l’Informatica e il primo Piano di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche, tra anni 70 e 80 aveva cominciato a ridurre il gap con gli altri Paesi europei. Da lì erano seguite le stagioni del multimedia in classe, delle Lim, delle classi 2.0, con l’Indire a svolgere una funzione importante nell’affermare, anche nella formazione degli insegnanti, la cultura dell’eLearning e dell’uso della tecnologia. Occorre ricordare questi passaggi per capire che quel che di positivo sta succedendo oggi tra classi di scuola e aule universitarie non è frutto del caso ma di un lungo percorso di preparazione. Anche se poi, nell’opinione diffusa, alla formazione a distanza si è finito per associare l’idea di qualcosa che ha meno valore rispetto alla formazione fatta in aula, in presenza.   Ma cosa sta succedendo oggi? Stante lo stop alle attività didattiche in presenza, il ricorso alla tecnologia sta garantendo che la scuola e l’università non si fermino. Certo, la situazione è a macchia di leopardo, c’è chi lavora più e meno bene, ci sono esperienze di eccellenza e altre che andrebbero riviste. Ma è importante che tutti ci stiano provando e, soprattutto, che ci si accorga che non è solo un problema di tecnologia. Non basta mettere gli studenti davanti allo schermo di un computer o assegnare loro compiti attraverso il registro elettronico. Occorre che tutto questo si inserisca all’interno di una progettazione didattica, si avvalga di una regia metodologica. L’apprendimento on line richiede un’attenzione particolare allo studente, ne vanno gestite la motivazione e l’attenzione. Non basta ‘mandare in onda’ la lezione e continuare a parlare come si sarebbe fatto in aula. Va studiata una sceneggiatura: materiali da mettere a disposizione prima, indicazioni di lavoro precise, ricorso alla comunicazione sincrona (chat e videocomunicazione) per chiarire i dubbi, discutere i problemi. E poi si tratta di favorire la cooperazione tra gli studenti: il vero valore aggiunto della tecnologia è la possibilità della condivisione, di lavorare in gruppo. Si tratta di una modalità di lavoro che già dovrebbe appartenere alla normale didattica degli insegnanti e che ora le condizioni eccezionali in cui siamo costretti a muoverci stanno rendendo necessaria. Qui troviamo un primo aspetto di grande rilievo. È probabile che il virus stia riuscendo laddove anni di politiche educative hanno fallito: costringerci tutti a riflettere sulle nostre pratiche didattiche, studiare nuove forme per renderle efficaci, fare tutto questo in vista dello studente.   Si scopre così che il digitale si può rappresentare diversamente. Non è solo ciò che erode spazio alle nostre relazioni, indebolisce i legami sociali, genera una vera e propria dipendenza. Al contrario il digitale può riallestire il tessuto sociale, creare le condizioni perché le persone si riavvicinino, generare nuove reti di rapporti e di significati. Le tecnologie diventano allora tecnologie di comunità. Significa porsi il problema del divario ed eliminarlo: accorgersi che molti non hanno connessione, non hanno strumenti, non posseggono gli alfabeti, e creare le condizioni perché questi impedimenti siano superati. Significa chiedersi come fare inclusione nei confronti di chi fa fatica, soffre una disabilità, sconta la differenza della lingua e della cultura: sono di comunità le tecnologie se sanno trasformare tutto questo in una diversità che arricchisce e non in un ostacolo che aggiunge separazione. Significa attivare i territori. Le ‘aule digitali’ sono aperte: aperte ai genitori, alla comunità locale con le sue risorse, alle altre agenzie educative. Da questa crisi possiamo uscire più forti, più coesi, più uniti. È in questi momenti che il capitale sociale può essere ripristinato e questo nel caso della comunità cristiana aggiunge valore al valore.   C’è un rischio. Che finita l’emergenza si torni alla normalità: la vecchia didattica trasmissiva, il ‘bla bla bla’ per dirla con Paulo Freire. Occorre lavorare a che non succeda. E per farlo serve pensare che la qualità della relazione non è una questione di formati o di strumenti e che il digitale non è un’alternativa alla presenza ma una sua dimensione. La relazione è il risultato dell’intenzionalità educativa, è la consapevolezza che l’altro è al centro della mia attenzione. E il digitale può essere uno dei modi per mantenercelo. Lo è se diviene carezza nei momenti di sconforto, supporto nei momenti di difficoltà, legame nelle situazioni di solitudine, presenza quando si sperimenta l’assenza. Capitava già prima del virus: nelle scuole in ospedale, nei progetti di istruzione domiciliare, nelle scuole dei piccoli plessi, in tutte quelle situazioni in cui tanti docenti anonimi, senza protagonismi, hanno sempre dato testimonianza di cosa significhi insegnare.