Nella Diocesi di Milano il percorso di Formazione in Servizio degli Insegnanti di Religione (necessario per il mantenimento dell'idoneità) si sviluppa in piccoli GRUPPI TERRITORIALI DECANALI che raccolgono i docenti dello stesso ordine di scuola che lavorano in Istituti dello stesso decanato.
L’avvio del percorso, tuttavia, prevede annualmente un incontro plenario degli insegnanti di ciascun ordine di scuola, seguito da un secondo momento di approfondimento online in modalità sincrona o asincrona.
Questa pagina raccoglie i programmi e gli eventuali materiali degli incontri plenari di ogni anno scolastico.
(Ultimo aggiornamento: 16/07/2026)
PROGRAMMA FORMAZIONE IN SERVIZIO A.S. 2026/2027
INFANZIA
NELL'ANGOLO DEL CAPIRSI:
ALLA SCUOLA DI RUTH, EDUCANDOSI ALL'INCONTRO E ALLA RELAZIONE
Prof.ssa Anna Maria Ponzellini - Fra Raffaele Orlando - Prof.ssa Barbara Rossi
Descrizione del corso
L’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) nella scuola dell’infanzia trova la sua massima efficacia quando non si sovrappone come un contenuto astratto alle tappe di crescita del bambino, ma ne intercetta l'autentica struttura antropologica. Nell’orizzonte dell’antropologia cristiana, il bambino dai 3 ai 6 anni non è un contenitore vuoto da riempire di nozioni teologiche, né un semplice destinatario di cure assistenziali; è una persona intera, dotata di una naturale e originaria apertura alla relazione, creata a immagine di un Dio che è, per sua stessa natura, comunione e legame. Educare a questa età significa dunque educere: far fiorire le potenzialità di bene, di senso e di stupore che il bambino ha già in sé. La narrazione biblica della storia di Ruth offre alla comunità educante tre coordinate fondamentali per strutturare questa azione
La rivelazione nel quotidiano: la Teologia Cristiana ci ricorda che il sacro non abita solo lo straordinario, ma si incarna nella ferialità. Nel libro di Ruth, l'azione divina non si manifesta in eventi prodigiosi, ma "sottovoce", attraverso la fedeltà dei gesti minimi e ordinari della cura. Per il bambino piccolo, il cui mondo è interamente strutturato sulla ripetitività rassicurante delle routine, questa dinamica è vitale: la quotidianità scolastica diventa lo spazio primario in cui si sperimenta la stabilità dell'essere accolti.
La struttura comunitaria dell'identità: l’uomo non esiste al singolare; si scopre e si definisce solo nello specchio dell'altro. La scuola dell'infanzia rappresenta il primo vero laboratorio di socialità in cui il superamento dell'egocentrismo non avviene per imposizione di regole, ma per la scoperta della bellezza dell'alleanza. Le fragilità del compagno, i pianti del distacco, le fatiche linguistiche non sono limiti al funzionamento del gruppo, ma occasioni generative in cui i bambini imparano a farsi custodi reciproci.
L’alterità come benedizione: in un'epoca storica che rischia di nutrire precocemente la paura del diverso, la figura di Ruth la moabita – la straniera che diventa asse portante della storia della salvezza – insegna che l'altro non minaccia la nostra identità, ma la completa. Poiché il bambino non nasce con il pregiudizio ma lo apprende dal mondo adulto, la pedagogia dell'accoglienza ha il compito di educare allo stupore dell'incontro, trasformando la diversità in un canale di novità e di fecondità per l'intero gruppo sezione. Da questo impianto pedagogico e antropologico discendono le precise scelte di metodo, i nuclei lessicali e i percorsi didattici che struttureranno l'intero itinerario.
PRIMARIA
PERFETTA LETIZIA?
SAN FRANCESCO A SCUOLA
Dott.ssa Nadia Righi - Prof.ssa Barbara Rossi - Prof. Matteo Fabris
Descrizione del corso
Il percorso "Sulle orme di Francesco: il valore del dialogo, il dilemma, il debate e l'arte nella scuola primaria" si fonda su un'antropologia educativa che mette al centro l'alunno come persona in divenire, orientata alla scoperta di sé e all'apertura relazionale. Ispirandosi allo storico e pacifico incontro tra San Francesco d'Assisi e il sultano Malik al-Kamil a Damietta, il percorso intende superare le logiche della contrapposizione e del conflitto per abitare il pluralismo con uno stile "disarmato", fatto di ascolto empatico e rispetto assoluto dell'identità altrui. L'azione didattica viene declinata in base ai bisogni evolutivi delle diverse fasce d'età della scuola primaria, integrando i linguaggi del pensiero critico con quelli della sensibilità visiva e artistica.
Nel primo ciclo (classi 1ª, 2ª, 3ª), caratterizzato da un pensiero concreto e da una morale iniziale, si adotta la strategia del dilemma morale. Attraverso brevi narrazioni e scenari valoriali contrastanti, i bambini si allenano al decentramento cognitivo ed emotivo, imparando a compiere scelte libere e responsabili.
Nel secondo ciclo (classi 4ª, 5ª), con lo sviluppo delle capacità astratte e critiche, si introduce la metodologia del debate (dibattito regolamentato). L'obiettivo non è la disputa aggressiva, ma la ricerca cooperativa della verità, l'analisi delle fonti, l'argomentazione rigorosa e il rispetto delle tesi opposte.
A fare da legante trasversale e ponte antropologico tra i due cicli è il modulo "San Francesco nell’arte", progettato in sinergia culturale con il Museo Diocesano di Milano. L'incontro propone un percorso attraverso alcune delle più significative immagini dedicate a san Francesco, soffermandosi in particolare sul ciclo francescano di Giotto ad Assisi e sui capolavori dell'arte sacra. Giotto ha interpretato visivamente il profondo cambiamento spirituale che la predicazione di Francesco aveva portato nel mondo. La sua rivoluzione pittorica non fu infatti imposta da nuove regole iconografiche, ma scaturì in primo luogo dall’emergere di una diversa sensibilità spirituale, più concreta. L’arte iniziò così non solo a illustrare episodi, ma a raccontare l'esperienza umana, le emozioni, le relazioni e la vicinanza di Dio alla vita quotidiana delle persone. Attraverso l'analisi di alcuni episodi della vita del Santo nel ciclo di Assisi e il confronto dal vivo con il patrimonio artistico custodito presso il Museo Diocesano di Milano, si ripercorreranno temi centrali dell'esperienza di Francesco – la conversione, la fraternità, la povertà, la missione, il dialogo e l'incontro con l'altro. Le opere d'arte vengono lette come veri e propri testi ricchi di significati narrativi, simbolici e iconografici, capaci di interagire – ancora oggi – con la vita personale di ciascun alunno. L’arte si rivela così uno strumento educativo potente, capace di attivare domande, connessioni e riflessioni che intrecciano storia, cultura e spiritualità: un ponte tra il patrimonio del passato, la ricchezza museale del territorio e l'esperienza contemporanea, che aiuta il bambino a interrogarsi sul rapporto con sé stesso, con gli altri e con il mondo. Il percorso offre ai docenti percorsi operativi concreti (dall'ascolto attivo alla gestione costruttiva del conflitto, fino all'utilizzo didattico dell'immagine sacra) per trasformare l'aula in una palestra di democrazia, corresponsabilità e fraternità ordinaria.
Mappatura delle Competenze
Il corso sviluppa competenze professionali e didattiche nei docenti per promuovere negli alunni le Competenze chiave Europee (Cittadinanza, Consapevolezza culturale, Comunicazione alfabetica funzionale). Al termine del percorso il corsista sarà in grado di:
Progettare attività didattiche basate sul "dialogo disarmato" e sull'ascolto attivo per la gestione pacifica dei conflitti in classe, utilizzando il linguaggio e l'iconografia dell'arte come dispositivo estetico ed educativo che avvicina, sostiene e attiva la riflessione profonda.
Applicare la strategia del dilemma morale nel primo ciclo della scuola primaria per stimolare il decentramento cognitivo e il giudizio morale autonomo.
Strutturare sessioni di Debate regolamentato nel secondo ciclo, potenziando il pensiero critico, la ricerca documentale e la capacità argomentativa.
Facilitare l'inclusione valorizzando la diversità culturale e religiosa come risorsa identitaria, facendo leva sull'universalità del messaggio francescano del dialogo e dell'incontro.
Utilizzare il patrimonio storico-artistico locale, con specifico riferimento alle collezioni e ai percorsi didattici del Museo Diocesano di Milano, per guidare gli alunni nella lettura narrativa e simbolica delle immagini di San Francesco (dalla rivoluzione di Giotto ad oggi), traducendo la storia e la spiritualità in ponti di cittadinanza attiva e consapevolezza culturale.
Co-costruire con gli alunni strumenti di cittadinanza attiva (tavolo della pace, patti di corresponsabilità).
SECONDARIA
IL PARADIGMA FRANCESCANO
TRA CARISMA E ISTITUZIONE
ITINERARI PER LA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI DI IRC
Prof. Ernesto Diaco - Dott. Marco Ferrando Dott. Alessandro Ognibene
Padre Francesco Ielpo - Mons. Paolo Martinelli
Descrizione del corso
Il percorso formativo si inserisce nell'orizzonte tracciato dal titolo "Il paradigma francescano tra carisma e istituzione: itinerari per la formazione degli insegnanti di IRC". Nell'anno giubilare francescano, questa cornice offre una chiave di lettura fondamentale per ripensare la professionalità dell'IdR, chiamato a muoversi costantemente tra la profezia del carisma (la freschezza della relazione, l'accoglienza, lo stile "disarmato") e la responsabilità dell'istituzione (la scuola, il rigore culturale, l'appartenenza ecclesiale). Il corso,, che vede anche importanti firme di Avvenire, declina questo paradigma all'interno del "cambiamento d'epoca" attuale, caratterizzato da una profonda crisi dell'informazione e delle relazioni umane. Il calo di interesse verso le notizie e la frammentazione delle fonti vengono affrontati non con indifferenza, ma con il francescano desiderio di "senno e cognoscimento" (discernimento). L'insegnante di religione si riscopre così, come indicato dalla nota CEI, un vero e proprio "laboratorio di cultura e dialogo": una presenza che abita l'istituzione scolastica portando la forza carismatica di un messaggio cristiano capace di parlare al presente. Attraverso strumenti d'avanguardia come il progetto crossmediale "Ci sto!" e la newsletter "Ora libera", i docenti acquisiscono competenze ermeneutiche e metodologiche per aiutare i giovani a selezionare le fonti, decodificare i media e maturare un pensiero critico e libero, aperto alla speranza e radicato nella realtà.
Mappatura delle Competenze
Il corso sviluppa competenze pedagogiche, ermeneutiche e di media literacy, declinando il paradigma francescano nella progettazione didattica dell'IRC. Al termine del percorso il docente sarà in grado di
Agire la dialettica Carisma-Istituzione: coniugare la spiritualità e la profezia francescana con il rigore metodologico richiesto dall'istituzione scolastica e dalla nota pastorale CEI.
Esercitare il discernimento culturale: applicare il "senno e cognoscimento" per guidare gli alunni nella lettura sapiente della complessità contemporanea e dei mutamenti storici.
Sviluppare la media literacy critica: decodificare i linguaggi dei media e l'attualità editoriale, contrastando nei giovani l'indifferenza e la reattività emotiva.
Implementare risorse crossmediali: integrare nella didattica strumenti innovativi di lettura del presente (il progetto "Ci sto!" e la newsletter "Ora libera") come laboratori stabili di cultura e dialogo.